Speciale festa del papà: Tommaso Novi e i baffi de “I Gatti Mézzi”

Tommaso Novi

L’intervista baffarica all’autore e cantante di Soltanto i tuoi baffi una delle canzoni più belle mai scritte sul senso dei mustacchi paterni

Tommaso NoviIn occasione della festa del papà vi proponiamo l’intervista a Tommaso Novi cantante e autore de I Gatti Mézzi che insieme a Francesco Bottai è l’ideatore di questo gruppo musicale nato a Pisa nel 2005 che mischia abilmente Jazz, swing e musica popolare e che in un arco di 10 anni, dal 2006 al 2016, ha prodotto 6 album tra i quali ricordiamo StruscioniBerve Fra le berve usciti rispettivamente nel 2009 e nel 2011 per la Sam e Vestiti Leggeri del 2013 prodotto dalla Picicca Dischi.

Entrambe i musicisti hanno caratterizzato le loro figure con dei folti baffoni retaggio di una Toscana che ha sempre ostentato con orgoglio i propri mustacchi, dai barbigi del conte Negroni al rigoglioso corredo pilifero dei butteri; vorremmo chiedere a Tommaso – che gentilmente ci ha concesso questa intervista – da cosa deriva la sua passione per i baffi…
I baffi li abbiamo ereditati dai nostri padri, aihmè entrambi defunti. Il baffo dà spessore, trattiene il sapore della donna abbollore – come ci spiega gentilmente Tommaso questa parola è una crasi dialettale che viene da “a bollore”, riferito ad un fluido che bolle, quindi molto caldo, bollente ndr – e si può massaggiare sovrappensiero.
Tommaso Novi
Nel mondo della musica a livello nazionale e internazionale non sono pochi gli artisti che hanno deciso di caratterizzare la propria figura con un bel paio di baffi, ti sei o vi siete ispirati a qualcuno in particolare?
Io no. mi garbano tanto i baffi e in parte per un motivo più specifico: ho perso mio padre da piccolo e lo rivedo in parte in ogni figura maschile baffuta. Quando conosco qualcuno coi baffi mi sembra sempre un po’ mio padre. In questo senso ho i baffi per essere un po’ me stesso e un po’ mio padre. In testa mi sono diventati un po’ il simbolo di lui: se penso a babbo penso subito ai suoi baffi. C’ho scritto anche una canzone nel penultimo disco dei gatti…

A tal proposito insieme a Ir Gallaccio di Riglione, Cacciucco blues, Morirò di incidente stradale, alcuni dei pezzi più celebri che avete composto, vorremmo per l’appunto parlare di Soltanto i tuoi baffi, “poesia musicale” apparsa sull’album Vestiti Leggeri che ruota intorno ai baffi di un padre e alle riflessioni del figlio dopo la sua scomparsa e che in occasione della festa del papà sembra fare decisamente al caso nostro unendo i baffi alla figura paterna: Potresti raccontarci la genesi di questa splendida canzone?

Babbo è morto di un bruttissimo tumore nel lontano 1989 all’età di 36 anni quando io avevo 10 anni. Era una figura severa mio padre: come mi succede spesso coi defunti cari tendo a dimenticarne la fisionomia, credo sia una forma di difesa del nostro cervello pazzo. Ho voluto giocare con questo concetto chiedendogli una sorta di perdono per averlo in parte oscurato in questo senso. I baffi diventano così il simbolo di un ricordo al quale mi aggrappo per non perderlo definitivamente.

Quali sono le tue preferenze in termini di rasatura (mano libera, usa e getta, rasoio elettrico, etc.)?
Forbici, a occhio. La barba col rasoio e schiuma me la son fatta 3 volte nella vita. Ho anche comprato un Philips super tecnologico ma non lo uso.

Ma perché ti dà fastidio o non hai tempo?
Soprattutto fastidio…poi anche tempo. Guarda dei baffi ti ho già spiegato ma la barba cresce perché non ho voglia di farmela… Non ce la posso fare!

Mai fatto una capatina dal barbiere?
Solo una volta per la copertina di Struscioni, hai presente?
C’è una foto in cui il barbiere mi taglia i peli del naso…
Struscioni I Gatti MezziVisto che, da quello che ci racconti, hai un rapporto se vogliamo d’odio e amore con i tuoi peli facciali soprattutto per quanto riguarda la rasatura, c’è un tipo di baffi che vorresti curare, se la pelle non ti si irritasse e avresti più tempo? Li porteresti a ferro di cavallo, a manubrio, alla Dalì o preferiresti lasciare tutto al caso?
Quando nessuno mi vede mi arriccio i baffi alla Dalì, poi mi vergogno e me li ritiro giù ma credo che sia quello che vorrei.

Sappiamo che insieme a Francesco – Bottai l’altro componente de I Gatti Mezzi ndr – avete deciso di prendere una sosta e porterete avanti dei progetti da solisti, puoi dirci qualcosa a proposito di Se mi copri rollo al volo?
Smcrav – acronimo di “Se mi copri rollo al volo” ndrè una mia storia vera. La racconterò con questo disco, un romanzo breve ( che uscirà poco dopo il disco) e un’app per dispositivi mobili. La separazione era necessaria dopo 12 anni, 6 dischi, 700 concerti. C’era bisogno di fare un pezzetto di strada da soli, per ritrovare la purezza che si perde facendo le cose in squadra. Era necessaria per noi così come per voi che ci seguite da tanto tempo. Ci rinfreschiamo tutti e si ritorna.
Se mi copri rollo al volo
Cosa intendi per una storia vera, potresti essere più specifico?
E’ la storia di quello che mi è successo all’età di vent’anni. Ero nel delirio di quel particolare periodo, un delirio pericoloso che avrei dovuto evitare: un tanto così dalla catastrofe, me ne sono accorto in tempo e sono corso ai ripari. Mi sono chiuso in casa a giocare ai videogames, entrando di testa in una esistenza più virtuale che reale, grazie alla quale sono riuscito a ritrovare il vero me. E’ stato un viaggio molto intenso fatto di videogames, fortezze inespugnabili dentro le quali sentirsi protetto.
E’ un disco molto elettrico e “picchiato”, io ho voglia di urlare e di usare suoni fin’ora mai usati in altri contesti. Lo porteremo in giro per i palchi in trio: avrà Matteo Anelli al basso elettrico e Daniele Paoletti alla batteria. Il disco lo presento ufficialmente il 30 marzo a Pisa al Deposito Pontecorvo. Il disco, che è stato possibile grazie ad Associazione Aeffe (di Andrea Fornai, Rossella Falco e Daniela Di Tommaso), uscirà per l’etichetta veronese Vrec, con BigTime per uff. stampa e Musiche Metropolitane come booking. La produzione artistica è mia e di Ivan Rossi e il disco uscirà anche in vinile.
Tommaso Novi
In un momento storico in cui i ruoli sessuali sono sempre meno marcati, credi che i baffi possano aiutare a rimettere ordine?
Certamente mi trovi d’accordo: in una casa, in un nucleo familiare, ci vogliono sempre i baffi. Poi se ce l’ha la donna o l’uomo questo non importa, ma ce ne vuole almeno un paio :)

A livello artistico quali sono i tuoi progetti per il futuro?
A parte i progetti teatrali e il ritorno dei Gatti come abbiamo promesso, devo fare un disco sui motori con Lucio Corsi e un disco sulla morte con Pier Francesco Del Seppia (Filarmonica Municipale La Crisi).
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A margine dell’intervista, dove lo stesso Tommaso ha potuto spiegarci approfonditamente l’origine di alcuni termini dialettali spolverati nel corso della chiacchierata, ci siamo potuti togliere una curiosità che sicuramente i fan de I Gatti Mezzi apprezzeranno… Tommaso ci ha infatti purtroppo confermato che il protagonista della canzone Ir gallaccio di Riglione “era sbarbato” e che anche in alcune foto da giovane mostrate allo stesso Tommaso il gallaccio era sprovvisto di questo attributo pilifero. In questa sede ci teniamo nuovamente a ringraziare Tommaso per la pazienza e per le belle foto inviateci e auguriamo allo stesso tutto il meglio da questa nuova esperienza da solista con Se mi copri rollo al volo e un futuro roseo con I Gatti Mezzi, un ragazzo e un gruppo che meriterebbero davvero maggiore spazio nel palcoscenico musicale italiano sempre più povero e invaso da scialba musica straniera. W i Gatti e i loro baffi.

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