Cocktail coi baffi: il Negroni

Negroni

Il cocktail inventato dall’omonimo Conte Fiorentino preparato all’Altro Chiosco di Ponte Milvio dal barman e sodale baffuto Savo

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Il Negroni è senza ombra di dubbio uno dei cocktail più famosi d’Italia retaggio degli anni ’20, periodo di grande fermento culturale e di rinascita dopo le distruzioni e le sofferenze della prima guerra mondiale. Questo cocktail è dunque figlio di quell’epoca meravigliosa dei caffè quando intellettuali, nobiltà e alta borghesia dissertavano delle loro idee di fronte ad un drink mettendo in piedi movimenti artistici (vedi il futurismo), partiti politici e progettando azioni ardite come la presa di Fiume. Uno dei caffè più vivi di quell’Italia in bianco e nero è il Casoni di Firenze e proprio tra le mure di questo locale nasce il cocktail in questione. Ad inventarlo fu il Conte Camillo Negroni, eminente personaggio della nobiltà fiorentina che in vita issò un rigogliosissimo baffo a manubrio (vedi foto), e suggerì al barman Fosco Scarselli di correggere l’americano con il gin. Probabilmente il Conte dettò questa ricetta ispirato da qualche suo viaggio negli Stati Uniti o in Inghilterra dove passò lunghi periodi e dove probabilmente venne iniziato alla pratica del bere miscelato già fortemente in voga in questi paesi mentre in Italia si muovevano i primi passi del bartending.

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Pare che il Conte fosse un possente bevitore, capace di ingurgitare oltre 40 Negroni in una serata (serviti tuttavia in calicini da cordiale) numeri impressionanti per un personaggio che ebbe una vita piena movimentata ed interessante come i suoi mustacchi. Gli ingredienti di questo cocktail coi baffi sono 1 oncia di Campari, 1 oncia di Vermut Rosso, 1 oncia di Gin e una fettina d’arancia. Di seguito un video con i tutti i passaggi della ricetta mostrati dall’irsuto barman Savo che si pregia di servire la cicciabaffetta Elena seduta al bancone de l’Altro Chiosco di Ponte Milvio a Roma già sede ufficiale dell’Accademia del Baffo.

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