I baffi nei fumetti italiani

Fumetti baff 1i

Da Capitan l’Audace al Groucho Marx di Dylan Dog, una rassegna dei personaggi baffuti nelle strisce disegnate del belpaese

In quanto a coefficiente baffuto il fumetto italiano vanta una lunga serie di personaggi coi baffi immortalati su carta da diversi brillanti fumettisti che hanno contribuito con la loro fantasia a dare lustro alla tradizione mustacchiuta del belpaese. La rassegna che proponiamo di seguito non ha naturalmente alcuna pretesa di completezza ma speriamo che susciti nel lettore alcune lanuginose suggestioni utili alla filosofia, all’etica e all’estetica di cui ci facciamo propugnatori in questo nostro irsuto portale.

silvio spaventa filippi
Silvio Spaventa Filippi

I primi personaggi baffuti del fumetto italiano
In Italia Il 27 dicembre del 1908 è la data che tradizionalmente scandisce la nascita del fumetto italiano. Fu proprio in questo fatidico giorno che il Corriere della Sera, in virtù di una fortunata scelta editoriale, decise di accompagnare l’uscita domenicale con il primo numero del Corriere dei Piccoli fondato dal giornalista, traduttore, romanziere e genio ultrabaffuto Silvio Spaventa Filippi.
Luciano Serra PilotaBisognerà tuttavia attendere oltre trent’anni per vedere su carta il primo vero baffo con storia dedicata: si tratta di Luciano Serra Pilota (vd foto sopra), eroico aviatore disegnato da Walter Molino ispirato all’omonimo film di Goffredo Alessandrini che vinse la Coppa Mussolini nel 1938 e che iniziò ad uscire con regolarità su Paperino dal n.56 del 19 gennaio del 1939. Sebbene il regime fascista fu in qualche maniera avverso ai peli del viso (una fissa del “Duce glabro“), la fascia di peli sopra labiali rimase una prerogativa degli assi dell’aviazione non solo dalle nostre parti ma anche nel resto del mondo e l’eccezionale eroicità del pilota Luciano Serra seppe affascinare così bene il pubblico al cinema che per motivi di propaganda si pensò bene di trasferire su carta le gesta del pilota fascista: un ottimo esempio per i futuri soldati del Duce.

Il numero degli eroi baffuti protagonisti di serie a fumetti, almeno per quanto concerne il caso italiano e stando alle nostre ricerche che potrebbero non esser prive di lacune, è davvero esiguo e si conta sulla punta delle dita. Diversi comprimari mustacchiuti, compagni d’avventura di celebri eroi glabri, hanno avuto senz’altro i loro momenti di gloria ma nonostante ciò il baffo, la barba, e più in generale i peli del viso sono stati più spesso utilizzati dai disegnatori per caratterizzare personaggi malvagi e in diversi casi le stesse nemesi dei protagonisti dei fumetti, quasi sempre ahinoi sbarbati… Viene da pensare che questa spiacevole manchevolezza scaturisca dalla difficoltà di aggiungere ai personaggi questo peloso segno di distinzione, una noia in più per gli artisti impegnati a ritrarre “in serie” i protagonisti delle loro storie…
Capitan l'Audace, Capitan Fortuna, OcchioneroTornando ai primi eroi baffuti del fumetto italiano, insieme a Luciano Serra, riscosse un discreto successo anche lo spadaccino Capitan l’Audace apparso sulla rivista Audace nel 1939 e disegnato da Edgardo Dell’Acqua. Uno spadaccino del ‘500 impegnato in avventure di cappa e spada con un fino baffetto alla francese decisamente simile a quello di Capitan Fortuna che nel 1942 debuttò sempre sull’Audace con le sue avventure – questa volta d’ispirazione salgariana – scritte e disegnate da Rino Albertarelli.
Pochi anni dopo la fine della guerra nel 1948 ancora per la casa editrice Audace a sfoggiare i propri baffi da “latitante latino” fu il mustacchiuto fuorilegge mascherato Occhio Cupo disegnato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galeppini. Nonostante le grandi aspettative degli autori questo baffuto eroe fu un vero flop in edicola – ne uscirono solo 6 numeri – ma nello stesso anno Bonelli si potè consolare con il lancio di Tex che nel giro di qualche numero esplose con forza dirompente e delle cui gesta parleremo in seguito.
pedrito el drito, zorry kidNel 1951 dalla matita di Antonio Terenghi nacque invece Pedrito el drito, personaggio umoristico caratterizzato da un folto baffone alla messicana, sceriffo inoperoso e caricaturale collocato dalla fantasia degli sceneggiatori in una città al confine con il Messico (Tapioka City). Dedito all’alcool e alle carte, questo maldestro pistolero amante della vita tranquilla – spesso movimentata dai banditi – viene sovente redarguito a suon di mattarello sulla zucca dalla focosa consorte Paquita.
Altro baffo comico del fumetto nostrano è quello di Zorry Kid personaggio ideato da Jacovitti, parodia comica del celebre Zorro apparso sulle pagine del Corriere dei Piccoli per la prima volta nel 1968.

Tutti i baffi di Tex
Quando si parla di fumetti in Italia non si può fare a meno di menzionare Tex Willer, leggendario Ranger del Texas ideato dalla fantasia di Gian Luigi Bonelli e disegnato da Aurelio Galleppini che fece la sua prima comparsa in edicola nel 1948. Oltre 70 anni di beneamata carriera per questo personaggio che, nonostante il declino delle vendite degli ultimi anni, continua ad appassionare migliaia di fedelissimi lettori e che condivide con Batman e Superman il record di longevità di stampa delle strisce disegnate.
mefisto tex

  • I buoni
    Tex è purtroppo sbaffato e al massimo ha la barba sfatta ma ama circondarsi di fidi compagni d’avventura ben dotati di attributi piliferi facciali come Kit Karson, inseparabile braccio destro del protagonista bonelliano, ispirato all’omonima e celebre icona baffuta del West che vantava un encomiabile baffo impreziosito da pizzetto alla moda di Buffalo Bill.
    Kit_CarsonAltro inseparabile compagno di Tex era El Morisco, sorta di mago occultista esperto del paranormale di origini egiziane caratterizzato da un pittoresco baffo a piramide. Insieme al baffuto stregone, anche il sergente delle Giubbe Rosse canadesi Jim Brandon ostenta dei folti baffi classici. Il rivoluzionario Montales, altro fedele amico del nostro eroe, ha un baffo alla messicana da desperados che affascina al pari del tornito baffone a manubrio di Lefty Portero nerboruto titolare di una palestra di San Francisco grande amico di Tex ispirato dalla figura di Edward William Barton-Wright l’ideatore del bartitsu (un’arte marziale per gentleman nata in Inghilterra a cavallo tra fine ottocento e i primi del novecento). Altro importante baffo a manubrio è quello del capo della polizia di San Francisco Tom Devlin che con Tex ha condiviso diverse battaglie campali per sgominare il crimine nella sua città.
    amici Tex
  • I cattivi
    Tra i nemici baffuti di Tex i baffi – e pizzetto – più pericolosi sono quelli del prestigiatore e mago Steve Dickart in arte Mefisto. L’arcinemico del ranger texano insieme al baffuto figlio Blacky Dickart in arte Yama – anche lui come il padre profondo conoscitore dell’occulto dotato di lunghi baffi e prolungato pizzetto alla Fu Manchu -, ha messo più volte in difficoltà il protagonista di questo fumetto ma il baffo a fiammifero di Ruby Scott vanta un primato unico. Questo abilissimo pistolero dalla parte dei cattivi in soli due albi – il 98 (I razziatori) e il 99 (La sconfitta) – è riuscito a battere in un duello con le pistole Tex (unico caso nella serie). Lo scienziato pazzo il professor Carmonas alias Vindex, dall’alto del suo canuto baffo calante prolungato da un singolare pizzetto “bipenne” ha cercato in alcuni numeri di sterminare Tex e i suoi compari con le sue trovate scientifiche. A chiudere il quadro dei nemici baffuti del pistolero di Bonelli c’è Pedro Galindez, fine doppio o meglio triplogiochista detto il Cobra che, dietro ai suoi curati baffi a ferro di cavallo, è riuscito a mettere alle corde Tex e suoi alleati con piani velenosissimi e ben architettati.
    nemici tex

Diabolik eroe glabro d’ispirazione baffuta
Altro mostro sacro del fumetto italiano è senza dubbio Diabolik, temibile ladro tombeur de femmes creato da Angela e Giuliana Giussani nel 1962 e attualmente ancora in edicola. Nonostante il profilo glabro questo astuto eroe dalle oscure origini ha alle sue spalle un importante personaggio baffuto… Sembra infatti che le Giuliani per disegnare i lineamenti del volto sotto la maschera di Diabolik si siano ispirate all’attore statunitense Robert Taylor (Filley, 5 agosto 1911 – Santa Monica, 8 giugno 1969). Questo divo del cinema hollywoodiano, amatissimo dal pubblico femminile dell’epoca, rispetto al personaggio del fumetto poteva vantare un affascinante baffo a fiammifero che ben si addiceva ai ruoli da amante latino dalle tendenze byroniane che gli venivano affidati dai registi con cui collaborò.
Diabolik Robert TaylorJeremiah Steiner: un mustacchio per Corto Maltese
Sebbene il fortunato personaggio di Corto Maltese, avventuriero dal fumoso e affascinante passato creato da Hugo Pratt nel 1967, non sia mai stato dotato di baffi – le sue lunghe basette scure hanno in ogni caso un che di irresistibile – un suo amico, lo scienziato ebreo ed esperto di esoterismo Jeremiah Steiner (ispirato alla figura del filosofo-esoterista Rudolph Steiner), è dotato di un poderoso baffo. Mustacchio canuto e alla messicana o se vogliamo alla Yosemite Sam per questo compagno d’avventura di Corto che in qualche maniera è un utile compensazione all’assenza di peli sopra labiali del protagonista di questo fortunato fumetto.
Jeremiah Steiner Corto MalteseZagor e i baffi di Icaro La Plume
Altro protagonista di fumetti che ha influenzato enormemente l’immaginario dei più giovani per almeno un ventennio tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’90 è senz’altro Zagor, sbarbato personaggio principale degli albi ideati da Guido Nolitta (pseudonimo di Sergio Bonelli) e realizzati graficamente da Gallieno Ferri, uscito nel 1969. Lo spirito con scure, eroe di un universo fantastico mescolato con il far west, nelle sue odissee aveva tra i suoi comprimari il baffuto Icaro La plume, barone di Jolieville Sur Fleuve, abile aviatore di nobili origini francesi, caratterizzato da un paffuto baffone, corredo pilifero pressoché universalmente attribuito ai piloti dell’aria di diverse nazionalità anche in tempi più recenti (vedi Mustache March).
Anche Zagor aveva i suoi nemici baffuti tra i quali vale la pena menzionare l’inquietante Hegel Von Axel dai canuti baffi e pizzetto cineseggianti, accompagnati da una cicatrice che attraversava la cavità oculare sinistra riempita da una lugubre sfera vitrea. Anche il sinistro Barranco, avventuriero sudamericano nemico del nostro, aveva un inconfondibile baffo a ferro di cavallo che proseguiva sul mento, completato da una fine striscia di pelo continua tra mosca e pizzetto.
Icaro La plumeLa saga dei baffi di Alan Ford
Tra i protagonisti della saga di Alan Ford, albo a fumetti del 1969 a carattere umoristico ideato dal genio di Max Bunker (alias Luciano SecchiMilano, 24 agosto 1939), e disegnato dall’incomparabile matita del compianto baffone di Magnus (alias Roberto Raviola Bologna, 31 maggio 1939 – Imola, 5 febbraio 1996) non compaiono spesso personaggi baffuti. Sia Alan Ford che quasi tutti gli agenti segreti del Gruppo T.N.T. sono infatti sbarbati anche se l’aviatore Grunf, immigrato tedesco reduce di guerra compensa la lacuna collettiva grazie al suo ottimo baffone a manubrio (quasi una caricatura in salsa teutonica di Icaro La Plume, l’alleato di Zagor menzionato sopra).
Il grasso beone mascherato Superciuk, è invece la nemesi bislacca e baffuta del Gruppo T.N.T. e, come da copione, il suo mustacchio si oppone al volto sbarbato di Alan Ford… Una delle figure più simpatiche e di maggior successo della serie, caratterizzata da un baffo classico, purtroppo in parte coperto dall’esuberante naso a patata che Magnus volle ritagliare per lui. Altro baffuto cattivo della serie è il truffatore e ciarlatano Arsenico Lupon. Riuscita caricatura ispirata al ladro gentiluomo Arsenio Lupin, nato invece dalla penna di Maurice Leblanc che, a differenza del celebre personaggio protagonista dei cartoni animanti giapponesi – nato diverse decadi dopo il suo “collega francese”-, impreziosisce la sua figura con un finissimo baffo alla Dalì.
superciukAltai & Jonson
Nel 1975 Tiziano Sclavi e Giorgio Cavazzano danno vita ad Altai & Jonson, fumetto che apparirà per la prima volta sul Corriere dei ragazzi e che verrà pubblicato sino al 1985. Negli albi vengono raccontate le peripezie di questa coppia di detective molto ben assortita con storie comiche nelle quali Jonson rivestirà il ruolo del baffuto texano dal carattere irascibile e vestito come un cowboy, mentre Altai rappresenterà un po’ il suo rovescio della medaglia a livello stilistico e caratteriale presentandosi come uno sbarbato hippy dotato di spiccato intuito grazie al quale il più delle volte riuscirà a trovare le soluzioni ai casi affidati ai due detective. Interessante notare come Sclavi rimase deluso dall’editore Barberis che in qualche maniera snaturò il plot narrativo del fumetto esigendo storie scanzonate mentre originariamente i toni della serie dovevano essere decisamente più seri e con uno stile maggiormente realistico.
Proprio da questa piccola delusione nacque l’idea di Dylan Dog dove, analizzando bene i protagonisti della serie – altri due detective Dylan Dog e Groucho -, si vede come in qualche maniera l’originale dualismo tra Altai e Jonson venne riproposto e stravolto per le storie dell’indagatore dell’incubo (nel caso di Dylan Dog, Groucho il personaggio “divertente” ha i baffi e fa da contraltare alla malinconia scanzonata del detective protagonista della serie).
altaiI nemici baffuti di Martin Mystere
Come si è avuto modo di constatare anche nei fumetti citati in precedenza lo stesso Martin Mystere, protagonista glabro dell’omonima serie disegnata e ideata da Alfredo Castelli ed edita dalla Sergio Bonelli Editore dal 1982 ha sviluppato una singolare dualismo con i suoi baffuti nemici. L’antagonista per eccellenza dell’archeologo e scrittore dei misteri del passato è mister Jinx mefistofelica nemesi negativa di Martin Mystere dotato di baffi e pizzetto luciferini. Lo stesso Jinx compare saltuariamente come nemico di Nathan Never, altro personaggio delle saghe bonelliane che eviteremo di analizzare per motivi di prolissità e scarso interesse baffuto. Altro nemico baffuto, per la verità più complesso di Jinx perchè perennemente in lotta tra bene e male, è Sergej Orloff un tempo collega e amico di Martin ora implicato in oscure faccende nonostante in alcuni albi il suo baffo a fiammifero salvi la vita al detective dell’impossibile.
Mister JinxGroucho: un baffo per Dylan Dog
Cosa sarebbe Dylan Dog senza Groucho? Una domanda che molti dei fan di questa serie a fumetti si saranno senz’altro fatti. Il baffuto aiutante dell’indagatore dell’incubo è infatti essenziale nell’economia della serie ideata da Tiziano Sclavi e dal 1986, data dell’uscita del primo numero, arricchisce con un gustoso risvolto comico le storie del protagonista di questo fortunato fumetto. La sua figura è direttamente ispirata a quella del comico, cabarettista e scrittore statunitense Groucho Marx i cui baffi hanno segnato la storia dello spettacolo agli albori del cinema Made in Usa. La metà irsuta di Dylan Dog esprime la sua vis comica anche attraverso i baffi, contraltare peloso del malinconico profilo imberbe del collega, una via di mezzo tra i goffi e spassosi mustacchi a spazzolino di Charlot, e quelli curati e buffoneschi dell’ispettore Clousou, una nota colorata negli angosciosi tormenti evocati dalle macabre storie in bianco e nero di questa meravigliosa serie dell’orrore.
Groucho

Adam Wild, i baffi tornano protagonisti grazie agli hipster
E’ probabile che nel 2014 quando la Bonelli fece uscire in edicola il primo numero di Adam Wild, fumetto ideato da Gianfranco Manfredi, si aspettasse ben altra fortuna per questo personaggio baffuto caduto nel dimenticatoio dopo l’ultimo numero (il 26) uscito lo scorso novembre. Questo avventuriero di origini scozzesi accompagnato nelle sue scorribande dal conte italiano Narciso Molfetta, altro baffuto comprimario dal lato comico in qualche maniera vicino al Groucho di Dylan Dog, non ha forse avuto la fortuna che meritava essendo di uno dei pochi protagonisti dotati di mustacchi tra i “bonellidi”. Sulla scia del rinnovato interesse per i baffi, tendenza favorita senz’altro anche dalla diffusione del movimento hipster, è probabile che gli autori del fumetto pensassero che il corredo pilifero di Adam Wild avrebbe potuto avere maggiore longevità e stregare quella fetta di gioventù che solo di recente è tornata a munirsi di pettinini, cere e lozioni per la cura del tappetino sopra labiale.
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