Il manifesto di Kitchener: icona baffuta della Iª guerra mondiale

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Nato da un’idea dell’artista Alfred Leete questo celebre disegno coi baffi è diventato il simbolo di un’epoca

Lord Kitchenerbaffi sono stati uno degli tratti distintivi del look degli uomini delle passate generazioni. A conferma di ciò i mustacchi sono al centro di uno dei manifesti propagandistici più famosi della prima guerra mondiale quello che ritrae Lord Horatio Herbert Kitchener generale britannico eroe di guerra, fine stratega e riformatore dell’esercito di sua maestà che indossando il cappello da Field Marshall e ostentando un folto paio di baffoni, punta il dito verso il prossimo invitando all’arruolamento volontario nell’esercito:”Britanni, Lord Kitchener [non è segnato nel manifesto ma è un’immagine che tutti conoscono] vi vuole! Entra nell’esercito della tua patria! Dio salvi il re“.
Herbert_Kitchener_1914 Questo poster che presto tappezzò le vie inglesi venne pubblicato per per la prima volta sulla copertina del settimanale London Opinion il 5 settembre del 1914 e fu il frutto dell’ingegno di Alfred Ambrose Chew Leete celebre disegnatore commerciale di origini inglesi che all’epoca collaborava con diverse testate tra le quali il Daily Graphic il Punch magazine, lo Strand Magazine e il Tatler. L’immagine ha un forte valore evocativo e ruota intorno all’augusto mustacchio di Lord Kitchener che come la gran parte dei suoi colleghi in armi portava dei baffoni d’ordinanza pienamente in linea con i dettami dell’esercito inglese che dal 1800 favorì la crescita delle appendici pilifere del viso dei suoi soldati fino al 6 ottobre del 1916 quando i regolamenti vennero riformati in favore della rasatura soprattutto per motivi tattici (i soldati dovevano essere in grado di indossare agevolmente le maschere antigas, la genesi dei baffetti a spazzolino di Hitler è connessa con tale prassi). La storia di Kitchener ha diversi aneddoti collegati ai suoi baffi come quando da aiutante generale dell’esercito egiziano temeva che le sue vetuste propaggini pilifere sbiancate dal sole del deserto potessero creare un pericoloso dualismo con i suoi capelli biondi tanto da poterlo mettere in ridicolo con i suoi sottoposti di origine egiziana, per cultura abituati a profili irsuti di colore scuro. Ancora a proposito del manifesto vale la pena ricordare che da esso derivarono molteplici copie più o meno famose su tutte senz’altro quella stampata per la campagna di reclutamento dell’esercito USA del 1917 ideata dal pubblicitario statunitense James Montgomery Flagg con l’irsuto Zio Sam che ad imitazione di Lord Kitchener punta il dito dinanzi a sé seguito dalla celebre frase: “I want you for U.S. Army. Nearest recruitment station”.
I want youSulla stessa linea il manifesto di reclutamento dei volontari irlandesi per la prima guerra mondiale con l’immagine del baffuto leader moderato dell’Irish Parliamentary party John Redmond.
john-redmond-british-army-recruitment-posterNon mancano i parallelismi con quello del 1917 ideato dal disegnatore pubblicitario Achille Luciano Mauzan per l’esercito italiano con un fante sulle trincee decorato da fini baffetti da tenentino, elmetto, tascapane, bandoliera e fucile che invita i cittadini a collaborare economicamente alla guerra con la frase: “Fate tutti il vostro dovere“.
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