II° Campionato italiano di barba e mustacchi: cronaca di una serata da baffoni

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Al Vinile di via Libetta i nostri campioni baffuti Michelone e Giorgetto Bomber escono ingiustamente al primo turno nonostante un’encomiabile prova d’orgoglio irsuto: il reportage della Kermesse

Campionato italiano di Barba e Mustacchi

Un brioso gruppetto d’irsuti sodali si è recato giovedì sera al Vinile di Via Libetta per sostenere i nostri campioni baffuti Michelone Lestini e Giorgetto “Bomber” Gregori al Campionato italiano di barba e mustacchi. Partendo dall’Altro Chiosco di Ponte Milvio, sede ufficiale della nostra benamata Accademia del Baffo, ci siamo dunque messi in marcia verso i meandri oscuri di Roma Sud sfidando il traffico e l’insicurezza di queste zone tetre e dimenticate da Dio per dar manforte ai nostri paladini che coraggiosamente hanno deciso di difendere il nostro orgoglio irsuto. Iscritti nelle categorie baffi (Michele) e barba completa (Giorgio) la vittoria alla fine non è purtroppo arrivata ma il Presidente in questa sede ci tiene comunque a ringraziare di cuore i suoi pelosi sodali ed è sicuro che l’anno prossimo saremo pronti a prenderci la nostra rivincita conquistando l’agognato alloro baffuto.

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L’evento
Luci soffuse, buffet croccante, hipster infilati in ogni pertugio e tanta, ma davvero tanta cicciabaffetta. In poche parole il riassunto della kermesse baffuta alla quale abbiamo avuto il piacere di partecipare che è giunta alla sua seconda edizione. Non molti gli iscritti in gara per la verità (poco più di una ventina), ma quasi tutti ben dotati di notevoli apparati lanuginosi; barbe foltissime e baffi da mille e una notte come si può ben vedere nella carrellata fotografica che vi abbiamo proposto in basso. Diverse le prove per i partecipanti. Oltre all’aspetto generale di barba e mustacchi (lunghezza, spessore etc.) sono state infatti valutate la forza fisica (previsti 3 piegamenti sulle braccia con una sinuosa pinup sulla schiena), la tenuta alcolica (bere d’un fiato un boccale di birra) e l’abilità manuale (effettuare un nodo a vuoto di una cravatta). In palio per il primo classificato un viaggio a Rotterdam con trattamento esclusivo dal celebre barber shop olandese Shorem. Il Presidente era già pronto a fare le valigie per accompagnare in vacanza i suoi sodali che per meriti pelosi, simpatia e presenza avevano senz’altro una spanna in più rispetto agli avversari ed invece si è dovuto scontrare con un giuria che ingiustamente ha buttato fuori al primo turno i nostri irsuti paladini. Nonostante le rimostranze presentate alla fresca e incantevole organizzatrice della serata Chiara Paolini, siamo rimasti a bocca asciutta strappando tuttavia alla stessa una breve intervista (che trovate nel video in basso) e la promessa di un ingresso nella giuria della prossima edizione.

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Il bilancio della serata? Naturalmente mestizia a pacchi per una vittoria che non si è concretizzata. Abbiamo tuttavia potuto constatare che i The Pills non erano stati mendaci su via Libetta (aveva ragione Magalli). La competizione ha mancato di quella sana sboccatezza che dovrebbe accompagnare un evento del genere. Questo difetto è stato tuttavia sopperito dall’energia positiva dei concorrenti (alcuni dei quali simpaticissimi soprattutto il numero 12, il numero 3 e il 18) e dalla loro abbondante e rigogliosa coltre di pelo. Tanti gli spostati presenti alla serata a confermare che spesso barba e baffi sono sinonimo di follia. Gara forse eccessivamente barbosa, protratta decisamente troppo nel tempo e anche per questo e un po’ per protesta, un po’ per il clima sahariano del locale dove andrebbe senz’altro rivisto l’impianto d’areazione, abbiamo deciso di defilarci prima della conclamazione dei vincitori. Insomma bella la boiserie, bello tutto ma si poteva, si può e anzi si deve fare meglio. Suggerirei innanzitutto agli organizzatori di effettuare una più estesa campagna pubblicitaria per raccogliere un numero più nutrito di concorrenti. La giuria ha forse troppo potere decisionale sull’esito della contesa e si dovrebbe dare maggior peso al voto degli spettatori. Cercherei di rendere inoltre il tutto meno posh, tagliando la fastidiosa vena hipster che ha pervaso l’atmosfera prendendo spunto magari da qualche chiassosa sagra di paese. Ci vediamo in ogni caso l’anno prossimo ancora più agguerriti e senz’altro più irsuti che mai.

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